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Il Nostro Progetto Affettivo

Il Nostro Progetto Affettivo

La nostra struttura si trova in un palazzo dei primi del Novecento situato nel quartiere Trieste tra la Via Salaria e Viale Regina Margherita a due passi da Piazza Fiume e Villa Borghese.

Il nostro progetto si propone di accompagnare i bambini e le bambine in un percorso di conoscenza, riconoscimento e alfabetizzazione delle emozioni. Lo sviluppo cognitivo del bambino e della bambina, secondo il nostro approccio, non può essere considerato indipendentemente dal suo sviluppo emotivo. Tra i 5 mesi ed i 3 anni, in particolare, il bambino e la bambina reagiscono alle esperienze in forma puramente emozionale. In questa fascia di età la scoperta del mondo, nelle sue diverse forme, avviene attraverso il canale sensoriale ed emotivo.

Proprio per questo nella nostra scuola l’educazione emotiva diventa, per noi, strumento di lavoro finalizzato allo sviluppo di una Intelligenza Emotiva (David Goleman, 1995) intesa come un corretto uso delle emozioni.

Paura, rabbia, gioia, tristezza, calma e altre emozioni di base diventano mondi nei quali curiosare e divertirsi. Tale metodologia è completata dall’incontro con i più tradizionali approcci delle intelligenze multiple di Gardner e della pedagogia dell’ascolto di Loris Malaguzzi.

In questa fascia di età la scoperta del mondo, nelle sue diverse forme, avviene attraverso il canale sensoriale ed emotivo.

Gli Educatori come allenatori emotivi

Con il nostro metodo gli educatori diventano allenatori emotivi: creano lo spazio, promuovono contesti favorevoli, interpretano e restituiscono al bambino le sensazioni associate alle esperienze.

L’alfabetizzazione emotiva rappresenta lo strumento attraverso il quale l’educatore-allenatore insegna a conoscere, riconoscere e nominare tutte le emozioni, a cosa servono e come si esprimono.

L’educatore si assume il compito di «leggere dentro» il mondo emotivo dei bimbi, per aiutarli a «tirare fuori», per riconoscere e restituire il loro sentire.

Il bimbo viene così introdotto al concetto che non esistono emozioni positive o negative, ma che ogni emozione ha il suo valore. L’emozione viene quindi attraversata con esperienze, laboratori emotivi, letture e percorsi sensoriali.